fondata nel 1796, l’Accademia Carrara di bergamo è considerata il museo del collezionismo italiano, poiché le sue raccolte si fondano interamente sui lasciti di illuminati mecenati che, nel tempo, hanno voluto accrescerne il patrimonio mettendolo a disposizione della città e della collettività. il museo custodisce un patrimonio straordinario che attraversa la storia dell’arte italiana dal gotico all’ottocento.
per la mostra ‘Arte e natura. Pittura su pietra tra Cinque e Seicento’ – curata da Patrizia Cavazzini con la collaborazione di Maria Luisa Pacelli – Viabizzuno è stata partner illuminotecnico dell’istituzione. l’allestimento è stato curato da Mauro Piantelli dello studio De8 Architetti ed è concepito per essere misurato e discreto. la pietra è il fulcro: venature, densità e riflessioni luminose partecipano alla costruzione dell’opera e ne orientano la percezione. la luce assume un ruolo centrale nella definizione dello spazio espositivo: all’interno delle teche, microtraccia con micromen permettono un’illuminazione puntuale che non altera la percezione della matericità e dei colori, allo stesso tempo esclude riflessi imprevisti dati dai vetri o effetti di abbagliamento negli osservatori. flessibilità nei puntamenti e massima qualità della luce risultano determinanti per restituire la complessità tecnica di queste opere, rendendo leggibile il dialogo tra superficie naturale e intervento pittorico, e consentendo una fruizione ravvicinata e consapevole.



