nell’area un tempo occupata dall’orto e dal frutteto del complesso monastico di San Pietro sorge l’Ex Caserma Manfredo Fanti, insieme all’Ex Caserma Giuseppe Garibaldi, parte di un distretto militare in uso fino agli anni ’90 del xx secolo. originariamente, nel 1822, ospitava la scuola dei cadetti matematici pionieri, formativi per ingegneri, architetti, muratori, fabbri ferrai e falegnami al servizio della corte estense. il complesso, progettato da Sigismondo Ferrari e Santo Cavani, presenta un austero classicismo militare, interrotto dal timpano con le figure di architettura e matematica.
dopo l’abbandono, il restauro è stato affidato allo studio di architettura Silvia Giacobazzi, il cui progetto ha mirato a far riaffiorare le linee originali, conservando la memoria storica, e a valorizzare i percorsi attraverso un’architettura della luce che scandisce corridoi, corti e giardini, enfatizzando la dimensione fuori scala del complesso, rendendolo al contempo domestico e suggestivo.
il giardino simmetrico e le ricostruzioni di orologio, campana e lucernari richiamano la memoria della vita dei cadetti, integrando storia, architettura e paesaggio.
Viabizzuno è stata coinvolta dall’architetto Silvia Giacobazzi per il progetto della luce dell’intero complesso, dal giardino agli atrii, alle unità abitative. la parte esterna è stata la prima ad essere stata completata e qui la luce gioca un ruolo primario nella realizzazione di un’atmosfera suggestiva, capace però di valorizzare gli elementi architettonici ed essere efficiente nella costruzione di percorsi per il passaggio a piedi. lungo tutte le pareti, comprese quelle esterne che affacciano sulla chiesa di San Pietro, silère segna il perimetro del grande giardino. i sentieri che portano agli ingressi, fra le siepi ordinate e le aiuole, sono illuminati dalla luce discreta di erste, mentre la luce radente degli m18 valorizza gli antichi paramenti murari della corte centrale del complesso oggetto di intervento e dell’abbazia di San Pietro.

